Esiste una relazione tra le nostre abitudini alimentari e il riscaldamento globale? Possiamo fare qualcosa per ridurre l’impatto ambientale della nostra spesa? Sicuramente quello che possiamo fare fin da subito è cambiare dieta per frenare il cambiamento climatico.
Il sistema alimentare globale, che include l’intera filiera agroalimentare dalla produzione fino allo spreco alimentare, passando per la distribuzione e il consumo, contribuisce per circa il 25-30% delle emissioni di gas serra, così come riportato dal rapporto speciale IPCC Climate Change and Land del 2019.
Perciò, per ridurre l’impronta ecologica della nostra dieta quotidiana, bisogna prestare attenzione all’intera catena agroalimentare e chiederci dove e in che condizioni sono stati coltivati gli alimenti e come sono arrivati sulle nostre tavole.
Per avere un’idea di quale sia l’impatto della nostra dieta sul cambiamento climatico, basti guardare le cifre relative all’emissione di gas serra per la produzione di diversi tipi di alimenti:

Cibo e cambiamento climatico
La produzione di alimenti contribuisce in grande misura al cambiamento climatico, soprattutto perché l’agricoltura industriale e l’allevamento intesivo di animali si basano sullo sfruttamento insostenibile ed inefficiente delle risorse naturali.
La deforestazione, l’uso intensivo di fertilizzanti di sintesi e la dipendenza dal petrolio, ovvero i pilastri del sistema agroalimentare industriale intensivo, rappresentano una delle principali fonti di emissione di CO2:
- La deforestazione, che colpisce oltre quattro milioni di ettari di foreste e boschi ogni anno secondo i dati della FAO, provoca il rilascio nell’atmosfera di miliardi tonnellate di CO2;
- L’uso intensivo di fertilizzanti chimici è responsabile dell’emissione in atmosfera di ossido di azoto, un altro tipo di gas effetto serra in grado di catturare il calore;
- L’eccessiva dipendenza dal petrolio su cui si basa tutta la catena alimentare: elaborazione dei prodotti chimici utlizzati in agricoltura; funzionamento delle macchine impiegate nelle piantagioni; trasporto stradale, aereo e marittimo degli alimenti; produzione di plastica per gli imballaggi alimentari etc. etc.

Abitudini alimentari che favoriscono il cambiamento climatico
Il nostro stile di vita, e quindi anche la nostra dieta, ha un grande impatto sul cambiamento climatico e il nostro modo di fare la spesa può contribuire ad aumentare le emissioni di gas serra e lo sfruttamento degli ecosistemi.
Quali sono le abitudini alimentari che incidono di più sul cambiamento climatico?
- comprare frutta e verdura fuori stagione: zucchine a dicembre, fragole a gennaio, broccoli a giugno e arance ad agosto;
- scegliere frutta, verdura e altri generi alimentari in vaschette e confezioni di plastica o alluminio;
- seguire le mode alimentari a base di alimenti esotici;
- comprare frutta e verdura kilometrica, proveniente da altri paesi o addirittura da altri continenti;
- preferire alimenti coltivati mediante l’uso di prodotti chimici;
- mangiare cibi ad elevata impronta ecologica, come l’avocado oppure il sushi;
- andare a fare la spesa al supermercato;
- mangiare carne più volte a settimana e proveniente da allevamenti intensivi ;
- favorire lo spreco alimentare;
- mangiare spesso alimenti ultra processati, quali cereali e merendine industriali, zuppe pronte, sottillette e formaggini o burger vegetali industriali.
Cambiare dieta per frenare il cambiamento climatico è possibile e possiamo iniziare fin da subito a cambiare le nostre abitudini alimentari per ridurre l’impatto ambientale della nostra spesa e portare in tavola alimenti sani per la nostra salute e sostenibili per il pianeta.

Cosa puoi fare tu? Cambiare dieta per frenare il cambiamento climatico
Iniziare a prendere in considerazione la dimensione ambientale dell’alimentazione è il primo passo per impegnarci attivamente contro l’emergenza climatica.
Diventare vegane o vegetariane non può essere la soluzione se si continua a comprare frutta, verdura fuori stagione e legumi che hanno percorso migliaia di km prima di arrivare sulle nostre tavole; il trasporto e le pratiche agricole insostenibili sono altrettanto responsabili dell’emissione di tonnellate di CO2 nell’atmosfera.
La nostra dieta, le nostre abitudini alimentari e il nostro modo di fare la spesa possono fare la differenza quando parliamo di cambiamento climatico e di riscaldamento globale. Il potere di scegliere ogni giorno quale tipo di alimento portare a tavola si traduce nel potere di decidere se inclinare la bilancia dal lato della sostenibilità ambientale oppure da quello della devastazione degli ecosistemi.
Una dieta sana e sostenibile è quella attenta al profilo nutrizionale e all’impatto provocato sull’ambiente (e quindi sul cambiamento climatico) dalla produzione e dal consumo di cibo.

contribuiscono alla riduzione delle emissioni di gas serra. Cambiamenti climatici e territorio, https://ipccitalia.cmcc.it
https://larivoluzioneatavola.it/blog/avocado-3-motivi-per-non-mangiarlo/
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